Ministero dell'Economia e delle Finanze

Ministero dell'Economia e delle Finanze

sabato 7 novembre 2015

Al contadino non far sapere.....

Si intravede all'orizzonte un primo spiraglio in merito alla questione del furto del salario accessorio dei lavoratori.
Vi trasmettiamo, infatti, l'articolo tratto dal "Il Messaggero" di oggi, 7 novembre 2015, nel quale si menziona il provvedimento di "restituzione" delle somme distolte.
Ma i lavoratori, comunque, non dovranno abbassare l'attenzione fino al momento certo della restituzione di quanto sottratto.
Vi segnaliamo, però, che resta nel provvedimento all'esame delle Camere (Disegno di Legge di Stabilità 2016), quanto previsto dall'art. 16, comma 11, che recita testualmente: "......a decorrere dal 1° gennaio 2016, l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2015 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente".
Questo comma, quindi, ci conferma ancora di più quanto è immorale e indecente quello che è accaduto.
Infatti, non solo i lavoratori subiranno immediatamente una forte decurtazione del loro salario mediante la decurtazione del FUA 2015 avvenuta con la legge di assestamento ma, questo infame effetto, avrà ripercussione, con il comma sopra menzionato, anche per il futuro.
Al contrario, invece, la classe dirigente del MEF, con l'accordo dello scorso 22 ottobre 2015, aumentandosi cospicuamente le indennità di posizione e di risultato per il 2015, non solo si garantisce un forte beneficio nell'immediato ma, anche, successivamente, vaporizzando gli effetti derivanti dall'entrata in vigore del famoso comma 11, dell'art. 16 della predetta legge di stabilità.

Insomma, al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere!


giovedì 5 novembre 2015

Operazione trasparenza.


Sono numerosi i lavoratori che, oltre a ringraziarci per la controinformazione fornita, ci hanno chiesto di poter visionare il testo dell’accordo siglato lo scorso 22 ottobre 2015 tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza.
Il termine “trasparenza”, per molti, è un concetto eccentrico, spesso adoperato a senso unico e a secondo degli interessi in campo; per noi, invece, “trasparenza” è l’accesso totale alle informazioni allo scopo di favorire forme diffuse di controllo democratico.
Forse sarà stato per questo che reperire il documento in questione, è stato particolarmente difficoltoso.

Mettiamo a disposizione dei lavoratori, quindi, l’accordo nazionale sull’indennità di posizione e di risultato dei dirigenti di 2a fascia del MEF, al fine di facilitare la consapevolezza sia del contenuto, sia dei suoi firmatari.

giovedì 29 ottobre 2015

Il pozzo di San Patrizio.

E bravi, zitti zitti, quieti quieti, mentre i lavoratori sono costretti a mobilitarsi a causa del furto perpetuato ai loro danni con la decurtazione del fondo unico e contro l’elemosina proposta come aumento salariale con il rinnovo contrattuale di 5 euro, nel pomeriggio dello scorso 22 ottobre 2015 l’amministrazione e le organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza del MEF, hanno sottoscritto l’accordo per la retribuzione di posizione e di risultato per i dirigenti di 2fascia, anno 2015.
E così, veniamo ad apprendere che le indennità di posizione sono state cospicuamente aumentate e determinate nella seguente misura:

da
a
prima fascia
11.901,05
17.081,88
seconda fascia
17.068,74
23.367,95
terza fascia
22.241,05
29.654,02

Occorre specificare che questi importi costituiscono esclusivamente la “parte variabile” dell’indennità di posizione che i dirigenti di 2fascia percepiscono e che, pertanto, si sommano con la “parte fissa” della predetta indennità che ammonta a 12.155,65 euro procapite.
Ovviamente, non bisogna dimenticare lo stipendio tabellare che è quantificato per la modica cifra di 43.635,80 euro. 
Ma l’accordo in questione, considerato il tempo di vacche magre e del fatto che tutti devono concorrere al risanamento dei conti pubblici, prevede anche la distribuzione dell’indennità di risultato superiore a quello dell’anno scorso.
Infatti, la capienza del loro fondo di san patrizio è talmente corposo che si sono potuti permettere anche un ritocchino al rialzo dell’ “indennità di risultato”.
Insomma, tra stipendio, aumento dell'indennità di posizione (fissa e variabile), aumento dell'indennità di risultato, incarichi aggiuntivi ed “altro”, la dirigenza del MEF è riuscita a garantirsi il potere d’acquisto delle loro misere retribuzioni con le quali devono affrontare quotidianamente le avversità della vita (retribuzione annuale dirigenti - aggiornato al 31.12.2014).
Forse sarà questo il motivo della loro assenza tra i lavoratori in lotta, che è bene ricordare, gli permettono, con il loro lavoro costante e professionalmente non riconosciuto, di ottenere tutto questo bendidio.
Quindi, assenti giustificati; evidentemente erano tutti molto impegnati.

martedì 27 ottobre 2015

Una nuova aria


Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito a due grandi mobilitazioni avvenute qui, al MEF di Via XX Settembre.
Centinaia di lavoratori hanno accolto l’appello lanciato dalla locale RSU e hanno fatto sentire la loro voce e la loro rabbia sull’ennesimo furto perpetuato da questo scellerato governo.
Erano anni che non si vedevano tante persone insieme scendere con determinazione in lotta e riappropriarsi degli spazi e dei luoghi comuni che le norme repressive emanate sui posti di lavoro, gli hanno da tempo tolto.
Certo, qualcuno potrebbe sostenere che quando si tratta di soldi, tutti si sensibilizzano immediatamente e la cosiddetta “coscienza di classe” si risveglia dal torpore; insomma, piove su bagnato.
Ma, questa volta, l’attacco alle tasche dei lavoratori è talmente feroce che in molti hanno messo da parte l’indolenza cronica che li attanaglia, quell’anestesia generale indotta dall’alienazione del lavoro salariato e hanno compreso che oramai non c’è più tempo da perdere.
Nessuna delega, ma solo partecipazione attiva.
Ed è quello che sta accadendo.
Chi ha i capelli bianchi, o chi li ha persi del tutto, si è ritrovato nel cortile centrale rivivendo momenti storici di lotta e mobilitazione che hanno segnato la vita di tanti; ma accanto, si sono viste anche facce nuove, di giovani, degli assunti nelle ultime procedure concorsuali che hanno respirato per la prima volta, un’aria del tutto nuova, quella della solidarietà della categoria e della vicinanza dei bisogni comuni.
Questo ci fa ben sperare per il futuro.
La violenza del padrone, di questo governo dei poteri forti è inaudita; mediante i suoi tecnici, consulenti e ragionieri, già dallo scorso mese di giugno, con il bilancio di assestamento approvato successivamente a settembre, non solo hanno tagliato i fondi unici ma, da esperti biscazzieri, inseriscono nel Ddl di stabilità la norma rapina con la quale si prevede che dal 1° gennaio 2016 le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale siano congelate e, quindi, non superare quelle a disposizione per il 2015.
Et voilà, il gioco è fatto e, ancora una volta, unitamente all’elemosina messa sul piatto dei rinnovi contrattuali, i lavoratori dipendenti saranno coloro che dovranno pagare in prima persona il conto preparato dai pescecani della finanza, dai corruttori, dal malaffare e dagli evasori fiscali.
Ma se abbiamo individuato bene chi è la controparte dei lavoratori, occorre anche fare chiarezza ed eliminare alcuni equivoci.
In questi giorni, infatti, si notano i volti di alcuni rappresentanti di organizzazioni sindacali che, ormai messi all’angolo del ring, come pugili suonati tentano di “cavalcare” la protesta, di mettere la consueta bandierina con una squallida operazione di restyling.
Da sempre, sosteniamo che senza memoria, non c’è futuro e, per fortuna, considerata che la memoria è anche un ingranaggio collettivo, noi ci ricordiamo bene di quello che è avvenuto negli anni passati, di quelle organizzazioni sindacali che, in fase di rinnovo contrattuale, hanno siglato accordi con i vari governi che si sono succeduti, distraendo gli aumenti salariali spettanti ai lavoratori in via fissa e continuativa per deporli nella parte accessoria.
Non ci dimentichiamo, certamente, di come i loro rappresentanti sindacali rivendicavano, anche qui al MEF, con superbia e alterigia, la necessità inderogabile di differenziare il salario e, a chi gli faceva notare che quelli erano i veri aumenti salariali spettanti, rispondevano con la loro solita spocchia e presunzione.
Anzi, chi sosteneva il pericolo e l’aleatorietà di queste somme nel considerarle accessorie, il vincolo ricattatorio a cui venivano sottoposti i lavoratori nel loro utilizzo e proponeva la loro stabilizzazione con l’istituzione della 14ma mensilità, veniva emarginato e indicato come un povero e inutile demagogo.
E così, nei vari anni, fermi i contratti, con il loro salario accessorio i lavoratori si sono pagati di tutto, dalle riqualificazioni ai vari sistemi d’incentivazione alla produttività e al miglioramento dei servizi, fino ad arrivare ai giorni nostri con il loro drastico ridimensionamento.
E’ paradossale vederli ora gridare allo scandalo e tentare di esercitare persino il ruolo di “capopopolo”; in realtà, sono stati il loro carnefice.
 

Al lordo, ovviamente!

Non solo tagliano il fondo unico dei lavoratori, ma questo è quanto meritiamo, secondo il governo, come aumento salariale dopo oltre 6 anni di blocco dei contratti.
Contateli, uno ad uno, moneta per moneta; sono al lordo, ovviamente!


Dopo la prima forte mobilitazione che si è tenuta ieri mattina al MEF, invitiamo i lavoratori a partecipare ancora più uniti alle iniziative di lotta indette dalla RSU di Via XX Settembre.
(clicca quì per il comunicato della RSU MEF DT, RGS, DAG, UDCOM).

mercoledì 7 ottobre 2015

L'Albero della Cuccagna.

Nella sezione focus dell’intrantetMEF sono apparsi, oggi, i progetti e i relativi nominativi dei vincitori dell’iniziativa “L’albero della Vita del MEF”, promossa lo scorso 6 agosto dalla nostra amministrazione.
Lo scopo della predetta iniziativa è quello “di dare il benvenuto ai nuovi nati, figli dei dipendenti del Ministero”; l’opera scelta, infatti, sarà realizzata e collocata all’interno della sede di Via XX Settembre in modo tale che ad ogni nascita, il genitore/dipendente potrà comunicare il nominativo del neonato da mostrare sull’albero e riceverà, in dono, un piccolo omaggio e una “miniguida” con i servizi di benessere e conciliazione vita-lavoro offerti.
Ma non finisce qui: infatti, una riproduzione dell’opera prescelta, sarà pubblicata in un’apposita sezione dedicata della intranet ministeriale.
Certo, sullo scopo dell’iniziativa avremmo qualcosina da dire, a partire dalle reali politiche di sostegno attuate in favore della famiglia, delle donne, del reddito e di quelle sociali.
Il maciullamento dei diritti universali ai quali stiamo assistendo, lo stupro e la violenza carnale perpetuata quotidianamente alla dignità della persona, con la negazione del diritto al lavoro e ad un salario dignitoso, attraversando il diritto all’abitare, alla salute e alla conoscenza.
Per non parlare, poi, degli ostacoli alla fecondazione eterologa, della legge 40, delle famiglie omogenitoriali, delle unioni civili e della step child adoption.
Insomma, la lista sarebbe lunga, ma sarebbe come sparare sul pianista.
Ma ritorniamo alla geniale iniziativa, realizzata a costo zero per l’amministrazione e sostenuta grazie allo spirito di liberalità di alcune anonime benefattrici.
Per valutare i progetti pervenuti, quindi, si è insediata una specifica e qualificata commissione di esperti, con la preziosa partecipazione di un onorevole sottosegretario e con tanto di segretaria.
Certo, ci immaginiamo che il compito non sarà stato facile, considerato lo scopo e le opere pervenute dai numerosi partecipanti, ai quali giustamente è stato riservato uno specifico ringraziamento a tergo della news.
La nostra curiosità, infatti, è rivolta proprio al lavoro della Commissione, alla pesante responsabilità assunta nel decidere chi premiare, ai criteri adottati; non è cosa facile valutare la bellezza in sé dell'opera, la rispondenza della stessa ai propri canoni di riferimento, la generica sensazione di gradevolezza e interesse di fronte al prodotto artistico e il suo impatto morale, psicologico e sociale.
Come avranno fatto ad individuare e decidere di premiare i progetti che meglio hanno colto lo spirito creativo, la capacità dell’utilizzo dei materiali di riciclo e, nel contempo, il sostegno alla genitorialità nell’ambito delle politiche di benessere organizzativo e conciliazione della Direzione del Personale?
A chi assegnare il premio di 2 biglietti per l’EXPO, i 39 euro di costo totale (per il tramite del Fondo di Previdenza del MEF, il costo scende a 38), considerate le offerte attuali dei tagliandi, paghi 1 e ne prendi 2?
Alla fine, di fronte a tanta originalità, la commissione ha deliberato di premiare non uno, bensì tre progetti.

E questo, è stato il responso:


Il primo a sinistra sarà realizzato in rame, ferro e ottone a forma circolare con il sole a led gialli; quello al centro, sempre dello stesso artista, in due pannelli in compensato ad incastro; l’ultimo, quello a destra, sarà in bassorilievo/scultura in legno con note musicali.
Ma quello che ci ha veramente colpito e fatto comprendere veramente le difficoltà profonde con le quali la commissione giudicatrice si è dovuta confrontare, è la specificità delle creatività emerse e con le quali sono state progettate e pensate le opere; foglie e fiori realizzati con i fondi di bottiglie, spirali fatte con le grucce del lavasecco, il sole colorato di giallo, l’albero di verde smeraldo, il globo terrestre di azzurro, verde e marrone chiaro.
E che dire, poi, della tastiera di pianoforte di colore bianco e nero, delle note do, re, mi, fa, sol, la e si, rispettivamente dipinte di blu notte, verde scuro, azzurro, grigio, giallo, arancio e rosso?
Ci siamo arresi definitivamente e alzato le mani, infine, di fronte all’analisi descritta nell’ultima opera: il globo terrestre è un elemento utile per la vita dell’albero, il sole come fonte di energia per il processo della fotosintesi clorofilliana che libera ossigeno elemento fondamentale per la vita e, concludendo, l’apoteosi che “L’albero della vita MEF” è un’armonia, una sinfonia, do, re, mi, fa, sol, la, si,...…alla vita!
Certo, di fronte a cotanta profondità, il compito della speciale commissione di esperti sarà stato veramente faticoso; pensate a quanto impegno profuso dal sottosegretario, occupata fra compiti istituzionali e il travaglio interiore per la decisione da prendere; quante valutazioni, confronti e discussioni tra le varie anime e soggettività dei vari componenti; quanto tempo trascorso ad estrapolare sintesi, creatività e originalità.
Chissà, poi, come saranno state le altre opere escluse; ma non ci azzardiamo minimamente a pensarlo, sarebbe troppo e potremmo innestare sensi di colpa e rimorsi irrefrenabili in seno ai giudicanti che si potrebbero nuovamente riunire.
Non c’è che dire, basta poco per la nostra amministrazione: un bigliettino appeso all’albero, un piccolo regalino, una miniguida e oplà, il diritto e il sostegno alla genitorialità è garantito!

martedì 14 luglio 2015

Il beneficio.

Non fa piacere apparire per una fastidiosa cassandra, ma era ciò che avevamo previsto in tempi non sospetti ma che, purtroppo, si è puntualmente avverato.
Nel nostro comunicato dello scorso 18 marzo 2015 (Il duplicato,
http://lavoratoriautorganizzatimef.blogspot.it/2015/03/il-duplicato.html) abbiamo denunciato l’incredibile scelta politica di dismettere il sistema fiscale di assistenza diretta (self service 730web) erogato mediante NoiPA.
L’amministrazione ci ha raccontato la favoletta che, poiché l’Agenzia delle Entrate aveva attivato in via sperimentale la dichiarazione dei redditi precompilata, per evitare la duplicazione dei servizi offerti tramite il self service 730web, aveva preso la decisione di sospendere di questa attività.
In realtà, da subito abbiamo sostenuto che dietro questa decisione si nascondeva sia una significativa decurtazione del prossimo FUA poiché mancante delle somme che vi confluiscono grazie proprio allo svolgimento di questa attività, sia un aumento delle difficoltà di interazione nel rapporto utente/amministrazione, tutto a discapito, quindi, dei lavoratori e dei pensionati.
Insomma, un servizio che funzionava perfettamente, facile da utilizzare, con nessuna ridondanza e puntuale nell'accreditamento del rimborso, "giustamente" lo si è soppresso.
Anzi, si è ricorso persino all'utilizzo del termine "beneficio" per rafforzare tale scelta.
Ed ecco a voi il beneficio; con il cedolino stipendiale di Luglio 2015 la stragrande maggioranza dei lavoratori non ha ricevuto il rimborso.
Con una laconica news del 10 luglio 2015
"Applicazione risultati contabili modelli 730/2015 - redditi 2014", NoiPA ha comunicato che:
"Stanno pervenendo numerose richieste di informazioni sull' applicazione del risultato contabile del modello 730/2015 - redditi 2014. A tale proposito si precisa che:
- Dichiarazioni trasmesse al Sistema NoiPA entro il 30 Giugno 2015 da parte di Caf e professionisti abilitati (circa 400.000):  i risultati contabili sono stati applicati sulla mensilità di Luglio 2015; saranno riportati sulla mensilità di Agosto 2015 quelli pervenuti dai predetti attori successivamente al 30 giugno 2015.
- Dichiarazioni inviate fino al 30 Giugno 2015 direttamente all'Agenzia delle Entrate per mezzo dell'applicazione 730 web (circa 140.000): i dati sono stati successivamente messi a disposizione dalla Agenzia e sono  in corso di elaborazione;  i crediti risultanti saranno liquidati entro il corrente mese di luglio con emissioni speciali mentre i debiti saranno trattenuti a partire dalla  mensilità di Agosto 2015  in unica soluzione o a rate secondo quanto indicato nel modello 730.
- Per il comparto Sanità, le dichiarazioni pervenute al sistema NoiPA - per il tramite delle Aziende Sanitarie amministrate - fino al 15 luglio 2015 potranno essere applicate sulla mensilità di Luglio 2015; per quelle pervenute successivamente a tale data i conguagli saranno elaborati sula rata di Agosto 2015"
.

Insomma, la logica è ben chiara: chi si è rivolto, pagando, ai CAF e ai professionisti entro il 30 giugno ha ottenuto regolarmente il rimborso a luglio; dopo questa data (30 giugno) il sistema garantisce il credito con la mensilità di agosto; gli altri comuni mortali, quelli che hanno scelto la complicata strada del fai da te sperimentando le mancanze del nuovo 730 precompilato, CU e dati discordanti ma che, comunque, hanno rispettato la scadenza del 7 luglio per l'invio, forse potranno "beneficiare" di emissioni speciali.
Ma attenzione, solo per coloro che hanno inviato la dichiarazione entro il 30 di giugno.
E per chi lo ha fatto dopo tale data ma, comunque, entro il termine previsto del 7 luglio?
Non si sa.
Ma non basta; infatti, si apprende che per il comparto Sanità le dichiarazioni pervenute per il tramite delle Aziende Sanitarie fino al 15 luglio 2015, si noti bene data ancora da venire, si procederà all'accreditamento nel cedolino dello stesso mese.
Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si è capito definitivamente, poi, con l'emanazione di uno "strano" decreto da parte del Consiglio dei ministri di qualche giorno fa, con il quale si è prorogato al 23 luglio il termine per l'invio dei 730; una proroga, si badi bene, che secondo noi non andava in aiuto certamente a quei tanti che hanno scelto il "fai-da-te" ma che, invece, ci è sembrata più rivolta a quei intermediari abilitati che, dietro lauto compenso, predispongono la trasmissione della dichiarazione dei redditi (la disposizione si applica a condizione che entro il 7 luglio i caf e i professionisti abbiano effettuato la trasmissione di almeno l'80% delle dichiarazioni - MEF Comunicato stampa n. 137 del 1 luglio 2015).
In conclusione ci sembra che si siano utilizzati due pesi e due misure, una vera e propria sintesi di filosofia economica che ci rimanda ad un mondo in mezzo, dove ci stanno i vivi sopra e i morti sotto.

martedì 7 luglio 2015

Cartolarizzazione: le aliquote.


CARTOLARIZZAZIONE – tariffe giornaliere
AREA I
12,16
AREA II
15,20
AREA III – F1/F3
17,60
AREA III – F4/F6
18,20

INFORMAZIONI UTILI:
1)     le giornate liquidate sono quelle relative al FUA 2013;
2)     le giornate massime liquidabili sono pari a 252.
Il dato relativo alle giornate liquidate con il FUA 2013 si può desumere mediante l’ausilio dell’intranetMEF, Self service siap, informazioni utili per il FUA (dati sintetici o dati analitici).


Parametri del format: “anno di riferimento” il 2013; “tipo di compenso” FUA.

mercoledì 24 giugno 2015

0 euro

Non è mai accaduto che non fosse pagato, nel cedolino stipendiale di giugno, una parte del salario accessorio.
Lo scorso anno, a giugno, i lavoratori del MEF percepirono le risorse aggiuntive provenienti da convenzioni e la cartolarizzazione.
A luglio 2014, il rimborso saldo IRPEF; ad agosto 2014 lo straordinario dei primi 6 mesi dell’anno e la quota dell’80% del FUA 2013.
Quest’anno, nulla.
Anzi, dalle veline sindacali, ormai vere e proprie agenzie di stampa dell’amministrazione, si è appreso che “il pagamento delle somme accessorie dovrebbe avvenire, salvo ulteriori complicazioni, tra il mese di agosto e settembre”.
Insomma, sempre salvo ulteriori complicazioni.
Da anni il salario accessorio è diventato una parte consistente della retribuzione per scelte sia politiche che sindacali e siamo ben consapevoli dell’uso che viene fatto della parte integrativa delle retribuzioni.
Anziché richiedere la stabilizzazione di queste somme, da percepire in via fissa e continuativa, si è scelto quello di utilizzarle come arma di ricatto, come strumento clientelare, come elemento di divisione dei lavoratori e di sperequazioni.
E’ di tutta evidenza, però, e non siamo certamente degli ipocriti, riconoscerne la loro importanza in un contesto in cui gli stipendi sono bloccati da anni e di come questa integrazione salariale rappresenti l’unica possibilità per attenuare il morso della crisi del capitale che paghiamo quotidianamente.
Quindi, molti lavoratori aspettavano questo momento con ansia, sicuri di ricevere una “boccata di ossigeno” per andare avanti, per affrontare la sofferenza della sopravvivenza proprio mentre ci continuano ad uccidere con le scadenze fiscali, a partire dalla TARSI, dall’IMU e dalla TASI.
Più volte lo abbiamo sostenuto, ma lo ripetiamo ugualmente; ci troviamo di fronte ad un odio di classe, ad una lotta di classe alla rovescia con la quale pezzo dopo pezzo, le classi dominanti si riprendono tutto, strangolandoci lentamente.
Questo sistema, quindi, ci sta uccidendo impoverendoci giorno dopo giorno, perché oltre a considerarci un costo, ormai siamo diventati un vero e proprio bancomat con il quale ripianare i conti, ricoprire le voragini da loro create, sanare corruzione e malaffare, rimpinguare i pescecani della finanza e il sistema bancario.
Sembra un’esagerazione, ma è così e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
Persino Papa Francesco, nella sua enciclica, ha sostenuto che “il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”.
Invece, il nuovo "modello sociale", che da anni hanno improntato, è plasmato sui criteri della competitività, sul lavoro flessibile, pagato poco, senza inutili rigidità come quelle garantite dai diritti, da un salario dignitoso, senza servizi sociali o miracolose attese per la vita dopo il lavoro.
Ma non gli basta; ttip, jobs act, civic act, scuola e pubblica amministrazione sono alcuni dei prossimi provvedimenti.
Il ciclo di vita, quindi, si deve consumare per intero dentro la fase produttiva in una condizione di miseria e precarietà; e anche il dopo, non è un problema del capitale e dell'economia.
Se hai una struttura, una rete familiare e rendite che ti garantiscono, bene; altrimenti spegniti povero, muori senza dare ulteriore fastidio, senza pretendere stipendi e pensioni dignitose, cure, reddito, casa, assistenza pubblica, welfare.
In tempi di crisi, di sovrapproduzione di capitale, per rilanciare l’accumulazione della ricchezza oltre all’eliminazione della capacità produttiva in eccesso, la classe dominante utilizza anche il dimagrimento sociale attraverso l'impoverimento di massa, l'abbattimento dei diritti, i licenziamenti, la mobilità, la precarietà, i suicidi e gli omicidi sui luoghi di lavoro.
Quindi, l’erogazione o meno del salario accessorio, a nostro parere, rientra perfettamente in questa logica.
Ma quello che ci preoccupa di più è la solitudine della disperazione individuale che non riesce ad interagire e a coniugare i bisogni e le necessità personali con quelli collettivi, generando un’aggregazione sociale di contrasto; l’incapacità di non saper comprendere che la penosità dell’oggi non appartiene al singolo lavoratore ma è, purtroppo, patrimonio comune ad un’intera classe sociale dominata.
E per distrarre l’attenzione dalle vere cause che producono questo impoverimento di massa, creano ad arte paura e instabilità individuale offrendo in pasto un nemico, un mostro che è solo immaginario ma che ti inducono a ritenere come la causa di tutti i tuoi mali; i migranti, lo straniero, il diverso, i campi nomadi, le ruspe.
L'incapacità di saper distinguere, di ragionare sulla propria condizione e la rassegnazione allo stato delle cose, dimostrano, purtroppo, che molti di noi sono già morti, senza rendersene conto.


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.


Pablo Neruda