Ministero dell'Economia e delle Finanze

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giovedì 30 giugno 2011

FUA 2010 - progressioni economiche.

L’amministrazione, con la nota n. 97983 del 28 giugno 2011, ha convocato i rappresentanti nazionali delle organizzazioni sindacali “rappresentative” del personale appartenente alle aree professionali per il prossimo 7 luglio 2011, alle ore 10.30, sul seguente ordine del giorno: situazione progressioni economiche (informativa); compensi accessori (informativa); turni e reperibilità (ripresa confronto).
Il contenuto dell’incontro, quindi, dovrebbe rivestire particolare attenzione proprio perché materia che incide sulle condizioni salariali dei lavoratori che si trovano, tra blocchi contrattuali, tagli salariali, aumenti delle tariffe e del prelievo fiscale, destrutturazione del welfare, in condizioni di estrema drammaticità.
Ma l’unico elemento degno di novità, sembra essere solo il luogo dell’incontro; la nuova scintillante sala riunione del DGASP realizzata con costi sconosciuti ma, sicuramente imbarazzanti e stridenti, considerate le condizioni nelle quali i lavoratori sono costretti a lavorare per garantire “il buon funzionamento dell’amministrazione” (dalla mancanza della carta igienica, alla carta per fotocopie, alle cartucce per le stampanti).
Dopo 6 mesi, quindi, la parte pubblica, con la complicità di tutte le organizzazioni sindacali, non eroga ancora il salario accessorio, lo straordinario, i turni, indispensabili per far fronte alle necessità quotidiane, mentre si attrezza a infierire con la spregevole valutazione individuale; una semplice informativa per certificare il disprezzo rivolto nei confronti dei lavoratori del MEF.
Se, poi, consideriamo che il fondo unico di amministrazione è decurtato fortemente, oltre che dagli interventi normativi e dalla voracità delle sacche clientelari esistenti nel palazzo, anche dagli accordi sulle progressioni economiche che non trovano “luce” a distanza di mesi e mesi (e pensare che alcune organizzazioni sindacali hanno siglato questi accordi con l’intento di vigilare e controllare sulle procedure!), possiamo solo che dipingere di tinte fosche il panorama che si disegna all’orizzonte.
Ma al quadro dipinto, manca solo la cornice: l’imminente manovra finanziaria che la compagine governativa si appresta a varare tutta incentrata nel colpire i lavoratori pubblici (ulteriore blocco dei contratti e delle assunzioni, licenziamento definitivo dei precari, soppressione e aziendalizzazione di enti pubblici, inefficacia delle sentenze passate in giudicato, attacco alle pensioni).
Ad appenderlo al muro con tanto di chiodo ci pensano i collaborazionisti di CGIL, CISL e UIL con l’accordo siglato con i padroni di Confindustria che spazia dalle nuove regole per la rappresentanza sindacale, alle garanzie di efficacia per gli accordi contrattuali passando per la derogabilità del contratto nazionale attraverso accordi aziendali.
Il tutto, chiaramente, negando ai lavoratori di poter dire la propria mediante il referendum sulle piattaforme e sugli accordi.
Insomma, un bel calcio nel sedere su chi pone la questione fondamentale della democrazia sui posti di lavoro.
Sta nelle mani dei lavoratori, quindi, staccare il quadro dal muro e cambiare il dipinto con tanto di cornice e di chiodo.
Non ci sono altre strade.

LAVORATORI AUTORGANIZZATI
Ministero dell’Economia e delle Finanze

mercoledì 15 giugno 2011

Tu, sei l'Italia peggiore !


Al Convegno Nazionale dell'Innovazione, svoltosi ieri a Roma, alcuni lavoratori della Rete Precari della Pubblica Amministrazione, hanno chiesto di poter rivolgere una domanda al ministro.
La sua reazione è stata allucinante: "siete la parte peggiore dell'Italia, con voi non parlo".
I precari che volevano interloquire con il ministro, sono lavoratori che da anni collaborano con gli enti parastatali e statali; volevano denunciare “l’abuso della flessibilità e la precarietà istituzionalizzata all’interno della Pubblica Amministrazione” e per questo, avevano aperto uno striscione con scritto “Si scrive innovazione, si legge precarietà”.
Ma non basta.
Il ministro ha rincarato la dose nella serata stessa ospite di una trasmissione televisiva, esponendo un chiaro concetto sulla dignità dei lavoratori: “ogni tanto c'è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette, lei risponde sempre no. Quello, è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare le cassette, per tutti gli italiani”.
Che dire di questo ministro?
E che dire della nostra amministrazione che sta istruendo la propria dirigenza sull’introduzione del SIVAP (Sistema di Misurazione e Valutazione della Perfomance del Personale delle Aree) che partirà dal 1 luglio 2011, in ossequio al dettato brunettiano?
Sarà compito dei lavoratori, quindi, costruire dal basso comitati di resistenza e di boicottaggio alla padronanza dirigenziale, costruendo una forte rete di opposizione al sistema di valutazione che offende e denigra, in linea con chi l’ha ideato e con chi lo sta mettendo in atto, la dignità dei lavoratori.

P.S:
Tanto per gradire: il Convegno Nazionale dell'Innovazione è stato aperto da Umberto Vattani, presidente dell’Istituto per il Commercio Estero, condannato in primo grado a due anni e otto mesi per peculato, quando era capo della diplomazia italiana all’Ue e segretario generale della Farnesina. L’ex diplomatico era stato accusato dalla procura di Roma di avere speso “venticinquemila euro in telefonate con il cellulare di servizio”.

COMITATI DI RESISTENZA IN OGNI POSTO DI LAVORO
BOICOTTA IL SIVAP!


LAVORATORI AUTORGANIZZATI
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martedì 14 giugno 2011

LEGITTIMO GODIMENTO !



Il governo ha fatto di tutto per far saltare i referendum.
Ma ha clamorosamente fallito.
Dopo anni si raggiunge il quorum e arriva un segnale inequivocabile contro la politica governativa in materia di energia, di legalità e di bene comune.
C'è una maggioranza, quindi, che vuole che i beni comuni siano gestiti in maniera pubblica e democratica, che non accetta la militarizzazione dei territori provocata dal nucleare e che rivendica il diritto e il desiderio di farsi legislatrice dal basso.
Oggi abbiamo vinto, ma non è finita: la battaglia per la ripubblicizzazione dei beni comuni, dei saperi, del lavoro, per la dignità di ogni essere umano, non è ancora terminata.

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lunedì 13 giugno 2011

Siamo ricchi e non lo sappiamo !

Secondo la Relazione annuale di Bankitalia, le retribuzioni lorde reali (al netto dell’inflazione) nella pubblica amministrazione sono cresciute del 22,47%, passando da una media di 23.813 euro l’anno a 29.165, un aumento triplo rispetto al totale degli stipendi (+6,8%, da 21.029 a 22.467 euro l’anno).
Quindi, per i lavoratori pubblici gli ultimi otto anni sono stati particolarmente generosi sul fronte delle retribuzioni rispetto alla media degli stipendi della totalità dei dipendenti.

Ma le novità non finiscono qui.
I lavoratori pubblici, infatti, oltre a guadagnare di più lavorano anche di meno rispetto al settore privato: in media 266 ore meno dei dipendenti del settore privato, un monte ore che equivale a oltre 33 giorni in un anno.
I dipendenti pubblici lavorano, secondo la relazione di Bankitalia, 1.438 ore l’anno a fronte delle 1.704 medie del settore privato. Se, poi, si divide lo stipendio medio per ora lavorata, nel 2010 i lavoratori pubblici, per ogni ora di lavoro, hanno percepito 20,28 euro a fronte degli appena 13,56 dei dipendenti dell’industria.

Non lo sapevamo, quindi, ma siamo ricchi.
Abituati a stringere la cinghia, nessuno si è accorto, invece, che abbiamo migliorato le nostre retribuzioni, anche con tale portata.
Eppure, basterebbe facilmente leggere quello che ha risposto l’Aran, che non brilla certamente di bolscevismo:
Nel biennio 2008-2009 gli stipendi dei dipendenti pubblici sono cresciuti in termini reali solo dello 0,60%. I dati Istat contenuti nelle tabelle allegate alla relazione annuale di Bankitalia mostrano effettivamente una dinamica sostenuta per i pubblici tra l'anno 2002 e il 2010 ma va, tuttavia, osservato che il dato complessivo di crescita, pari al 22,4%, va scomposto in +17% tra il 2002 e il 2005 e un + 5,4% tra l'anno 2006 e il 2010.
In particolare, negli ultimi due anni (2008 e 2009) la crescita in termini reali si è limitata a un +0,60% confermando tutte le recenti evidenze sia della Corte dei Conti (+ 0,76% del 2009 sull'anno precedente) sia dell'Istat (che a 31 marzo aveva cifrato in +0,5% la crescita per l'anno 2010) sia dell'Aran che, nel proprio rapporto semestrale n.1/2010, aveva già da tempo stimato un sensibile raffreddamento delle dinamiche retributive da ascrivere sostanzialmente al blocco della contrattazione nazionale e alle stringenti disposizioni introdotte anche sulla contrattazione di secondo livello.
E se i salari sono fermi dal 2008, mentre l'inflazione ha viaggiato al ritmo di almeno il 2% annuo, ne deriva che a oggi gli stipendi nel pubblico impiego sono calati, in termini di potere d'acquisto, addirittura dell'8%.
Insomma, il misero stipendio del lavoratore pubblico, è accomunato alle laute retribuzioni dei generali, dei prefetti, dei magistrati, dei primari, degli ambasciatori, dei dirigenti di prima e seconda fascia, dei manager.
E’ chiaro, quindi, che ci troviamo di fronte ancora una volta al solito apripista propedeutico per l’imminente manovra finanziaria pluriennale, “necessaria” per centrare il pareggio di bilancio nel 2014: proroga al 2014 del blocco della contrattazione, congelamento delle assunzioni, innalzamento dell’età pensionabile.

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mercoledì 8 giugno 2011

Spostiamoli !

Il ministro leghista della Semplificazione ha depositato presso l'ufficio centrale elettorale della Cassazione la richiesta per una proposta di legge popolare sulla territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali.
In perfetta “sintonia”, quindi, con quanto accaduto al MEF dove hanno cancellato 103 uffici periferici, distrutto i servizi agli utenti, ridotto le dotazioni organiche e gettato nella melma le restanti Ragionerie Territoriali.

Il 12 e 13 giugno 2011
4 SI ai referendum
SPOSTIAMOLI NOI, QUESTI SIGNORI!


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martedì 7 giugno 2011

Nucleare, via libera della Consulta.

Ammissibile nuovo quesito

Con una decisione unanime la Corte Costituzionale ha deciso di considerare ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare, così come riformulato dalla Cassazione lo scorso 30 maggio, dopo le modifiche contenute nel dl omnibus.


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venerdì 3 giugno 2011

SI VOTA !

Nonostante le modifiche apportate dal governo nel dl omnibus, la consultazione è legittima.
La Corte di Cassazione ha accolto le istanze che chiedevano di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel decreto legge omnibus 1.
Il 12 e il 13 giugno 2011, quindi, si voterà su acqua, nucleare e legittimo impedimento

IL 12 e 13 GIUGNO TUTTI A VOTARE
4 SI


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