Ministero dell'Economia e delle Finanze

Ministero dell'Economia e delle Finanze

martedì 14 luglio 2015

Il beneficio.

Non fa piacere apparire per una fastidiosa cassandra, ma era ciò che avevamo previsto in tempi non sospetti ma che, purtroppo, si è puntualmente avverato.
Nel nostro comunicato dello scorso 18 marzo 2015 (Il duplicato,
http://lavoratoriautorganizzatimef.blogspot.it/2015/03/il-duplicato.html) abbiamo denunciato l’incredibile scelta politica di dismettere il sistema fiscale di assistenza diretta (self service 730web) erogato mediante NoiPA.
L’amministrazione ci ha raccontato la favoletta che, poiché l’Agenzia delle Entrate aveva attivato in via sperimentale la dichiarazione dei redditi precompilata, per evitare la duplicazione dei servizi offerti tramite il self service 730web, aveva preso la decisione di sospendere di questa attività.
In realtà, da subito abbiamo sostenuto che dietro questa decisione si nascondeva sia una significativa decurtazione del prossimo FUA poiché mancante delle somme che vi confluiscono grazie proprio allo svolgimento di questa attività, sia un aumento delle difficoltà di interazione nel rapporto utente/amministrazione, tutto a discapito, quindi, dei lavoratori e dei pensionati.
Insomma, un servizio che funzionava perfettamente, facile da utilizzare, con nessuna ridondanza e puntuale nell'accreditamento del rimborso, "giustamente" lo si è soppresso.
Anzi, si è ricorso persino all'utilizzo del termine "beneficio" per rafforzare tale scelta.
Ed ecco a voi il beneficio; con il cedolino stipendiale di Luglio 2015 la stragrande maggioranza dei lavoratori non ha ricevuto il rimborso.
Con una laconica news del 10 luglio 2015
"Applicazione risultati contabili modelli 730/2015 - redditi 2014", NoiPA ha comunicato che:
"Stanno pervenendo numerose richieste di informazioni sull' applicazione del risultato contabile del modello 730/2015 - redditi 2014. A tale proposito si precisa che:
- Dichiarazioni trasmesse al Sistema NoiPA entro il 30 Giugno 2015 da parte di Caf e professionisti abilitati (circa 400.000):  i risultati contabili sono stati applicati sulla mensilità di Luglio 2015; saranno riportati sulla mensilità di Agosto 2015 quelli pervenuti dai predetti attori successivamente al 30 giugno 2015.
- Dichiarazioni inviate fino al 30 Giugno 2015 direttamente all'Agenzia delle Entrate per mezzo dell'applicazione 730 web (circa 140.000): i dati sono stati successivamente messi a disposizione dalla Agenzia e sono  in corso di elaborazione;  i crediti risultanti saranno liquidati entro il corrente mese di luglio con emissioni speciali mentre i debiti saranno trattenuti a partire dalla  mensilità di Agosto 2015  in unica soluzione o a rate secondo quanto indicato nel modello 730.
- Per il comparto Sanità, le dichiarazioni pervenute al sistema NoiPA - per il tramite delle Aziende Sanitarie amministrate - fino al 15 luglio 2015 potranno essere applicate sulla mensilità di Luglio 2015; per quelle pervenute successivamente a tale data i conguagli saranno elaborati sula rata di Agosto 2015"
.

Insomma, la logica è ben chiara: chi si è rivolto, pagando, ai CAF e ai professionisti entro il 30 giugno ha ottenuto regolarmente il rimborso a luglio; dopo questa data (30 giugno) il sistema garantisce il credito con la mensilità di agosto; gli altri comuni mortali, quelli che hanno scelto la complicata strada del fai da te sperimentando le mancanze del nuovo 730 precompilato, CU e dati discordanti ma che, comunque, hanno rispettato la scadenza del 7 luglio per l'invio, forse potranno "beneficiare" di emissioni speciali.
Ma attenzione, solo per coloro che hanno inviato la dichiarazione entro il 30 di giugno.
E per chi lo ha fatto dopo tale data ma, comunque, entro il termine previsto del 7 luglio?
Non si sa.
Ma non basta; infatti, si apprende che per il comparto Sanità le dichiarazioni pervenute per il tramite delle Aziende Sanitarie fino al 15 luglio 2015, si noti bene data ancora da venire, si procederà all'accreditamento nel cedolino dello stesso mese.
Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si è capito definitivamente, poi, con l'emanazione di uno "strano" decreto da parte del Consiglio dei ministri di qualche giorno fa, con il quale si è prorogato al 23 luglio il termine per l'invio dei 730; una proroga, si badi bene, che secondo noi non andava in aiuto certamente a quei tanti che hanno scelto il "fai-da-te" ma che, invece, ci è sembrata più rivolta a quei intermediari abilitati che, dietro lauto compenso, predispongono la trasmissione della dichiarazione dei redditi (la disposizione si applica a condizione che entro il 7 luglio i caf e i professionisti abbiano effettuato la trasmissione di almeno l'80% delle dichiarazioni - MEF Comunicato stampa n. 137 del 1 luglio 2015).
In conclusione ci sembra che si siano utilizzati due pesi e due misure, una vera e propria sintesi di filosofia economica che ci rimanda ad un mondo in mezzo, dove ci stanno i vivi sopra e i morti sotto.

martedì 7 luglio 2015

Cartolarizzazione: le aliquote.


CARTOLARIZZAZIONE – tariffe giornaliere
AREA I
12,16
AREA II
15,20
AREA III – F1/F3
17,60
AREA III – F4/F6
18,20

INFORMAZIONI UTILI:
1)     le giornate liquidate sono quelle relative al FUA 2013;
2)     le giornate massime liquidabili sono pari a 252.
Il dato relativo alle giornate liquidate con il FUA 2013 si può desumere mediante l’ausilio dell’intranetMEF, Self service siap, informazioni utili per il FUA (dati sintetici o dati analitici).


Parametri del format: “anno di riferimento” il 2013; “tipo di compenso” FUA.

mercoledì 24 giugno 2015

0 euro

Non è mai accaduto che non fosse pagato, nel cedolino stipendiale di giugno, una parte del salario accessorio.
Lo scorso anno, a giugno, i lavoratori del MEF percepirono le risorse aggiuntive provenienti da convenzioni e la cartolarizzazione.
A luglio 2014, il rimborso saldo IRPEF; ad agosto 2014 lo straordinario dei primi 6 mesi dell’anno e la quota dell’80% del FUA 2013.
Quest’anno, nulla.
Anzi, dalle veline sindacali, ormai vere e proprie agenzie di stampa dell’amministrazione, si è appreso che “il pagamento delle somme accessorie dovrebbe avvenire, salvo ulteriori complicazioni, tra il mese di agosto e settembre”.
Insomma, sempre salvo ulteriori complicazioni.
Da anni il salario accessorio è diventato una parte consistente della retribuzione per scelte sia politiche che sindacali e siamo ben consapevoli dell’uso che viene fatto della parte integrativa delle retribuzioni.
Anziché richiedere la stabilizzazione di queste somme, da percepire in via fissa e continuativa, si è scelto quello di utilizzarle come arma di ricatto, come strumento clientelare, come elemento di divisione dei lavoratori e di sperequazioni.
E’ di tutta evidenza, però, e non siamo certamente degli ipocriti, riconoscerne la loro importanza in un contesto in cui gli stipendi sono bloccati da anni e di come questa integrazione salariale rappresenti l’unica possibilità per attenuare il morso della crisi del capitale che paghiamo quotidianamente.
Quindi, molti lavoratori aspettavano questo momento con ansia, sicuri di ricevere una “boccata di ossigeno” per andare avanti, per affrontare la sofferenza della sopravvivenza proprio mentre ci continuano ad uccidere con le scadenze fiscali, a partire dalla TARSI, dall’IMU e dalla TASI.
Più volte lo abbiamo sostenuto, ma lo ripetiamo ugualmente; ci troviamo di fronte ad un odio di classe, ad una lotta di classe alla rovescia con la quale pezzo dopo pezzo, le classi dominanti si riprendono tutto, strangolandoci lentamente.
Questo sistema, quindi, ci sta uccidendo impoverendoci giorno dopo giorno, perché oltre a considerarci un costo, ormai siamo diventati un vero e proprio bancomat con il quale ripianare i conti, ricoprire le voragini da loro create, sanare corruzione e malaffare, rimpinguare i pescecani della finanza e il sistema bancario.
Sembra un’esagerazione, ma è così e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
Persino Papa Francesco, nella sua enciclica, ha sostenuto che “il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”.
Invece, il nuovo "modello sociale", che da anni hanno improntato, è plasmato sui criteri della competitività, sul lavoro flessibile, pagato poco, senza inutili rigidità come quelle garantite dai diritti, da un salario dignitoso, senza servizi sociali o miracolose attese per la vita dopo il lavoro.
Ma non gli basta; ttip, jobs act, civic act, scuola e pubblica amministrazione sono alcuni dei prossimi provvedimenti.
Il ciclo di vita, quindi, si deve consumare per intero dentro la fase produttiva in una condizione di miseria e precarietà; e anche il dopo, non è un problema del capitale e dell'economia.
Se hai una struttura, una rete familiare e rendite che ti garantiscono, bene; altrimenti spegniti povero, muori senza dare ulteriore fastidio, senza pretendere stipendi e pensioni dignitose, cure, reddito, casa, assistenza pubblica, welfare.
In tempi di crisi, di sovrapproduzione di capitale, per rilanciare l’accumulazione della ricchezza oltre all’eliminazione della capacità produttiva in eccesso, la classe dominante utilizza anche il dimagrimento sociale attraverso l'impoverimento di massa, l'abbattimento dei diritti, i licenziamenti, la mobilità, la precarietà, i suicidi e gli omicidi sui luoghi di lavoro.
Quindi, l’erogazione o meno del salario accessorio, a nostro parere, rientra perfettamente in questa logica.
Ma quello che ci preoccupa di più è la solitudine della disperazione individuale che non riesce ad interagire e a coniugare i bisogni e le necessità personali con quelli collettivi, generando un’aggregazione sociale di contrasto; l’incapacità di non saper comprendere che la penosità dell’oggi non appartiene al singolo lavoratore ma è, purtroppo, patrimonio comune ad un’intera classe sociale dominata.
E per distrarre l’attenzione dalle vere cause che producono questo impoverimento di massa, creano ad arte paura e instabilità individuale offrendo in pasto un nemico, un mostro che è solo immaginario ma che ti inducono a ritenere come la causa di tutti i tuoi mali; i migranti, lo straniero, il diverso, i campi nomadi, le ruspe.
L'incapacità di saper distinguere, di ragionare sulla propria condizione e la rassegnazione allo stato delle cose, dimostrano, purtroppo, che molti di noi sono già morti, senza rendersene conto.


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.


Pablo Neruda

Comunicato sindacale.