Ministero dell'Economia e delle Finanze

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giovedì 12 maggio 2011

Con il vento del Sud.

Quello che viviamo non è un momento qualsiasi.
Quello che viviamo è un momento di grandi lotte, di grandi speranze ma, anche, di grandi oppressioni.
Il vento del sud, quello che si alza dalle sollevazioni che percorrono da mesi il mondo arabo, è destinato ad arrivare anche sulla nostra sponda del Mediterraneo.
E’ un messaggio di liberazione che chiama all’unità, alla solidarietà, alla fratellanza, alla lotta contro l’ingiustizia. 
Chi si riconosce in questi ideali è, dunque, chiamato all’azione.
C’è un luogo, dove l’oppressione è concentrata come da nessun’altra parte; dove è massimo il bisogno della solidarietà internazionale: questo luogo è la Palestina e, in particolare, la Striscia di Gaza sottoposta, da anni, al barbaro e disumano assedio di Israele.
Proprio per contribuire a porre fine a quest’assedio, nella seconda metà di maggio una flotta composta da navi provenienti da più di 25 paesi, si dirigerà verso Gaza per portare solidarietà e aiuti umanitari al milione e mezzo di persone rinchiuse in quella immensa prigione a cielo aperto.
E’ la Freedom Flotilla 2 che vuole continuare l’opera della prima flottiglia attaccata lo scorso anno dalla marina israeliana, con l’assassinio impunito di nove attivisti.
Affinché questa missione abbia pieno successo, occorre una vasta mobilitazione, una continua pressione e vigilanza sui governi dei paesi coinvolti.
Un’azione tanto più necessaria in Italia, con un governo che si distingue per il suo totale e acritico sostegno anche alle più feroci operazioni dei governi israeliani. 
Il nord e il sud del Mediterraneo, devono unirsi in un’unica battaglia di liberazione.
Oggi, mentre i popoli arabi chiedono libertà, democrazia e giustizia sociale, le grandi potenze rispondono con i bombardamenti, con oscure manovre per osteggiare il cambiamento, con la criminalizzazione degli immigrati che fuggono dalla miseria e dalla guerra.
Mentre la storia si muove davanti ai nostri occhi, i governi occidentali ripresentano la loro logica di sfruttamento neo-colonialista dei popoli e delle loro risorse.
Il 14 maggio 2011 manifesteremo per la Freedom Flotilla, ma manifesteremo anche per dimostrare che l’Italia non è né Berlusconi, né chi ha approvato la partecipazione alla guerra della Nato, perché c’è un popolo che si oppone all’oppressione e alla guerra, e che vuole la libertà per il popolo palestinese.
Per la fine dell’assedio di Gaza.
Per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.
Per il sostegno alle lotte dei popoli arabi, per la libertà e la giustizia sociale.

 14 MAGGIO 2011
ROMA – P.zza della Repubblica ore 14.30
Manifestazione Nazionale
Con il vento del Sud, con la Freedom Flotilla, per la fine dell’assedio di Gaza

LAVORATORI AUTORGANIZZATI
Ministero dell’Economia e delle Finanze

mercoledì 11 maggio 2011

Mille fiori per Giorgiana.

12 maggio 2011: trentaquattro anni dall'assassinio di Giorgiana Masi
Mille fiori per Giorgiana


 
Giorgiana Masi avrebbe, oggi, 53 anni.
Invece ne ha sempre 19.
Il 12 maggio 1977, su ponte Garibaldi, mentre manifestava nell'anniversario della vittoria sul divorzio e contro le misure che limitavano i diritti di manifestare volute dal governo Andreotti, le squadre speciali mandate dal ministro degli Interni Francesco Cossiga, spararono e la uccisero.
Nessuno ha pagato per il suo assassinio.
Giorgiana era una studentessa del liceo Pasteur di Roma, una compagna del movimento e una femminista.
Scendeva in piazza per gli stessi valori per cui tuttora lottano migliaia di giovani, di donne, di lavoratori.
Il diritto alla scuola pubblica, a un lavoro non precario, a una società non omofoba e non razzista, una società dove ci sia uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale.
Il 12 maggio 2011 manifesteremo nel ricordo di Giorgiana, in nome di quei valori e in difesa di quei diritti per cui lei ha dato la vita.
Vogliamo ricordare Giorgiana, tributarle la testimonianza delle generazioni che si susseguono, impegnate nelle battaglie contro la precarietà, per i diritti-bisogni negati, per la tutela dei beni comuni, per le libertà civili e la giustizia sociale, contro l'oppressione delle istituzioni totali, le derive securitarie, il razzismo, il militarismo e le guerre.
Battaglie che trovano stimolo e arricchimento nel percorso del Movimento 77, a cui Giorgiana partecipò attivamente.
ORE 11.30 CONFERENZA STAMPA A PONTE GARIBALDI
ORE 17.00 MANIFESTAZIONE A PONTE GARIBALDI
ORE 18.3O MUSICA E INTERVENTI A PIAZZA G. BELLI


LAVORATORI AUTORGANIZZATI
Ministero dell’Economia e delle Finanze

martedì 10 maggio 2011

I "biscazzieri" e lo smantellamento delle DTEF.

La puntata di ieri sera di Report è stata ampiamente dedicata ai padroni del gioco d’azzardo, su cui si sono soffermati dalla Corte dei Conti alla Direzione Nazionale Antimafia passando per la Commissione Parlamentare Antimafia.
La soppressione delle Direzioni Territoriali dell’Economia e delle Finanze, praticata per volontà politica e compiacenza dei vertici delle amministrazioni interessate, s’innesta perfettamente in questo fosco quadro.
Per tale motivo, riteniamo che la trasmissione di Report sia un documento importante che merita di essere condiviso il più possibile.
Trasmettiamo, pertanto, ai lavoratori alcuni collegamenti ipertestuali, mediante i quali si può accedere e guardare l’intera puntata messa in onda.

Questo è il link della puntata di ieri di Report dal titolo “I Biscazzieri” di Sigfrido Ranucci:


Questo, invece, è il link dell’articolo apparso l’8 maggio 2011 su la Repubblica.it “I dieci padroni del gioco d’azzardo, la terza industria dopo Eni e Fiat” di Alberto Custodero.

giovedì 5 maggio 2011

FUA 2010 - gli scolaretti.

A fine aprile le organizzazioni sindacali hanno siglato gli accordi presentati dall’amministrazione concernenti il “servizio fiscale”, le “economie di gestione” e la “ripartizione del Fondo 2010”.
E’ del tutto inutile soffermarci sul contenuto di questi accordi che, salvo lievi “sbavature”, ripercorrono quelli dell’anno scorso relativi al Fondo Unico di Amministrazione per l’anno 2009.
Di fatto, ancora una volta, la parte pubblica presenta il compitino alle parti sociali che, da bravi scolaretti, lo svolgono diligentemente salvo informare i lavoratori, poi, della complessa, lunga ed estenuante trattativa cui sono stati impegnati.
Di questo, anche se ne vorremmo fare a meno, gliene siamo grati ma, se i testi sono identici a quelli dell’anno scorso, non comprendiamo quale sia la sfida alla quale sono stati sottoposti, mettendo a dura prova le loro capacità intellettuali e le proprie competenze.
Il “giochetto”, ormai, è conosciuto da tempo: l’amministrazione inizialmente pratica la governance sindacale con incontri informali, poi si presenta al tavolo con un pacchetto d’ipotesi d’accordo un po’ “spinta” inserendo, come in questo caso, una scala parametrale alta, la validazione da parte del dirigente e una sanatoria del saccheggio delle risorse dei lavoratori, grazie alla clientela gestione dei turni e delle reperibilità.
Parte la “trattativa”, la parte pubblica ritira gli “eccessi” presentati e si siglano gli accordi voluti, e sui quali l’amministrazione ha puntato fin dall’inizio, garantendo alle organizzazioni sindacali di tirare il fiato e di recitare “il faticoso confronto” grazie al quale sono stati sventati scenari apocalittici.  
L’amministrazione prima concorda e sigla (il 15 aprile 2011) con i rappresentanti nazionali delle OO.SS. dei dirigenti (che, poi, sono gli stessi che rappresentano i lavoratori delle aree) la spartizione del bottino delle economie di gestione e dell’assistenza fiscale; poi (il 27 aprile 2011), la fa siglare ai rappresentanti nazionali delle OO.SS. dei lavoratori delle aree (che sono gli stessi che rappresentano anche i dirigenti).
Gli accordi, comunque, continuano a cementificare il dubbio sulla liceità della partecipazione del personale adibito al servizio di assistenza fiscale, aumentando la pratica del clientelismo, di una ingiustificata diversificazione reddituale, della negazione di una rotazione democratica e trasparente del personale interessato a quest’attività.
L’erogazione del Fondo, infine, continua ad essere legata (80%) secondo il grado finale di realizzazione degli obiettivi di produttività assegnati ai dirigenti di ciascun ufficio (SIVAD) e dall’indicazione di elementi di riferimento generali per la contrattazione locale (20%): insomma, il salario dei lavoratori quale cordone ombelicale della dirigenza e svuotamento integrale delle prerogative delle RSU.
Quindi, è tutto centralizzato e già tutto deciso: basta ricordarsi degli accordi fotocopia decentrati locali dell’anno scorso e delle circolari unilaterali dove l’amministrazione decide quali assenze sono da equiparare o meno alle presenze.
Il nostro ultimo pensiero va anche agli “scolaretti” indisciplinati che rivendicano la verginità della non firma.
Se la memoria non ci inganna, l’anno scorso gli accordi non li hanno respinti immediatamente al mittente ma si sono riservati la firma in quanto, gli attuali rappresentanti nazionali, erano intenzionati a siglarli integralmente; solo dopo un’accesa discussione interna, le intese non furono firmate.
“Eliminata” subito dopo la discussione hanno, poi, diligentemente firmato tutti gli effetti collaterali che, da quelle intese, sono scaturiti contro i lavoratori.

LAVORATORI AUTORGANIZZATI
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